Molto più di una cena

110 ospiti, cinque chef d’eccellenza e una comunità che si è ritrovata intorno alla stessa tavola per sostenere il Centro Sant’Antonio.

Abbiamo ancora nelle orecchie il tintinnio dei bicchieri. Le risate, i brindisi, il profumo dei piatti che arrivavano dalla cucina. La terza edizione della Cena con le Stelle si è conclusa da pochi giorni, eppure sembra già lontana. Come succede con le serate che lasciano il segno.

C’è chi per settimane ha incrociato agende, disponibilità, impegni e calendari per trovare la data in cui cinque chef straordinari potessero essere tutti insieme, nello stesso posto, nello stesso momento. Non è stato semplice. Ma alla fine ci siamo riusciti.

C’è chi ha misurato tavoli e calcolato spazi, più volte, finché tutto tornasse.
C’è chi ha curato ogni dettaglio, dall’invito al menù fino ai segnaposto, perché l’accoglienza cominciasse molto prima che gli ospiti prendessero posto a tavola.
C’è chi ha coinvolto aziende e produttori che hanno scelto di accompagnare la serata con i loro vini e il loro sostegno.
C’è chi ha preparato biscottini bellissimi e buonissimi, uno a uno, per far sì che ogni ospite portasse a casa un ultimo gesto di cura.
C’è chi ha pensato ai fiori, alle piante aromatiche, alla musica.
E poi è arrivato il 25 maggio. C’è chi era già lì di primo mattino, prima di tutti, per sistemare gli ultimi dettagli. Perché una serata così meritava che tutto fosse al suo posto.

Non si vede nelle fotografie, questo lavoro. Ma è quello che ha reso possibile tutto il resto.

Chi conosce Fra Luca sa che ha una capacità speciale: mettere in relazione persone che probabilmente non si sarebbero mai incontrate.
Chef stellati e volontari. Professionisti e studenti. Imprenditori, amici del Centro, frati e sostenitori. Mondi diversi che per una sera si sono ritrovati attorno alla stessa tavola.

Vania Ghedini, Isa Mazzocchi, Luciano Tona, Bernard Fournier e Philippe Léveillé hanno portato in tavola piatti straordinari, ciascuno con la propria storia e il proprio stile. Ma hanno portato anche qualcosa di più prezioso: la scelta di mettere il proprio talento al servizio di una causa condivisa.

A fine serata, quando le luci hanno iniziato a spegnersi e gli ospiti hanno cominciato a salutarsi, è successa una cosa. Le persone non avevano fretta di andarsene.
Si fermavano a parlare. Si scambiavano un ultimo saluto. Rimandavano di qualche minuto il momento di tornare a casa.

Forse è questo il segno più evidente di una serata riuscita. Non i piatti. Non il chiostro illuminato. Non i numeri. Ma quel momento in cui ci si accorge che si è creato qualcosa: una comunità.

La Cena con le Stelle si è conclusa, ma il lavoro del Centro continua ogni giorno.
Abbiamo ancora molto da fare. Alcuni spazi aspettano di essere migliorati: piccoli interventi che fanno una grande differenza per chi, ogni giorno, trova qui un luogo dove essere accolto, ascoltato e accompagnato.
Ma abbiamo anche qualcosa di prezioso: la generosità esiste ancora. Che non si è affatto esaurita nei nostri cuori. Che la quarta edizione della Cena con le Stelle si costruisce già oggi, un incontro alla volta.

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