Un viaggio dentro la vita, alla ricerca del suo senso più vero. Sono arrivato al Centro Sant’Antonio nella primavera del 2025 come volontario nell’ambito di un cammino di discernimento con i Frati Minori e, dopo poco più di un anno, lo lascio con il cuore pieno di gioia e gratitudine. La rotta adesso punta verso Assisi, dove vivrò l’anno del noviziato, portando con me i volti e i nomi di tanti fratelli e sorelle, volontari e ospiti.
Il Centro d’ascolto e la Mensa sono stati per me non solo un servizio, ma uno spazio di vita che ha innescato un cambiamento di prospettiva esistenziale, facendomi scoprire la differenza tra dare il pane ed essere pane.
Ogni giorno al Centro diamo pane – e non solo – a chi non ne ha. È un aiuto concreto, più che mai necessario. Proprio in questo servizio ho iniziato a comprendere che essere pane significa lasciarsi coinvolgere dalla vita dell’altro, fermarsi, ascoltare, condividere il tempo e imparare a essere fratelli, così come siamo.
Sono stati soprattutto i gesti più semplici a insegnarmi cosa significa farsi pane: una conversazione nata mentre si serve un pasto, un saluto, un nome ricordato, un silenzio condiviso. Piccole cose che mi hanno fatto capire come l’incontro venga prima dell’aiuto e come nessuno, in fondo, basti a se stesso. Ripenso spesso alle parole con cui san Francesco ricorda l’incontro con il lebbroso: «Ciò che mi sembrava amaro, mi fu cambiato in dolcezza di anima e di corpo». Al Centro Sant’Antonio ho iniziato a intuire qualcosa di quella dolcezza che nasce dall’incontro con l’altro.
Qui ho incontrato persone con storie molto diverse dalla mia che, senza saperlo, mi hanno insegnato che la fragilità non appartiene solo a chi chiede aiuto, ma è una dimensione della vita che ci accomuna tutti. Ho scoperto che è proprio nella fragilità condivisa che può nascere un incontro vero.
Forse non mi basterà tutta la vita per imparare a essere pane. Ma ci sono, con l’aiuto del Signore e dei fratelli, affidandomi a questo cammino che continua, nella speranza di poterci rivedere un giorno al Centro Sant’Antonio.
Emanuele


