Giornata mondiale di lotta alla povertà: rete e dignità

Il 17 ottobre si celebra la Giornata mondiale di lotta alla povertà, istituita nel 1992 dall’ONU per commemorare l’iniziativa che Padre Joseph Wresinski realizzò a Parigi nel 1987, radunando circa 100.000 persone per esprimere il rifiuto della miseria e promuovere il rispetto dei diritti umani fondamentali.

Nell’ambito di questa ricorrenza anche Milano si è mobilitata con due iniziative importanti e significative: La Notte dei senza dimora e Milano (s)confinata, con diverse proposte presso la Fabbrica del Vapore, tra cui mostre, conferenze e spettacoli, in programma dal 18 al 25 ottobre.

Il 17 ottobre, nella splendida cornice di Piazza Sant’Eustorgio, diverse associazioni di volontariato si sono date appuntamento per proporre iniziative di sensibilizzazione sui temi della povertà e vivere un momento di condivisione e di festa.

È stata l’occasione per riconoscere la presenza a Milano di una rete di associazioni che collaborano per sostenere le persone senza dimora attraverso diversi servizi e per fronteggiare il tema dell’emarginazione e della precarietà, che riguarda sempre più le fasce deboli della nostra società e della città di Milano.

In particolare, erano presenti quelle realtà che prestano servizio attraverso le unità mobili, offrendo pasti caldi serali nelle diverse zone di Milano, assistenza sanitaria e anche il servizio delle docce mobili, rivolto alle persone senza dimora che, per una disabilità fisica o una fragilità psichica, faticano a raggiungere i centri che offrono servizi per l’igiene personale.

Durante la serata sono stati inoltre premiati artisti di strada che, con le loro opere, raccontano il disagio e il tema della povertà.

Credo che questa iniziativa ci ricordi, come Centro Sant’Antonio, due aspetti fondamentali che viviamo ogni giorno nel nostro operare come volontari: l’importanza della rete e la dignità di ogni persona, che passa anche attraverso il riconoscimento del suo mondo interiore.

Il nostro Centro ormai da anni ha costruito una rete di relazioni con diverse realtà, sia del privato sociale – associazioni e centri – sia del pubblico – Servizi Sociali – per accompagnare i nostri ospiti.

Da soli non è possibile soddisfare tutti i bisogni e le richieste di chi vive una situazione di grave emarginazione, perché spesso si tratta di difficoltà che riguardano diversi ambiti: quello relazionale, la salute fisica e psichica, l’ambito legale. Solo unendo le forze e le diverse competenze di ciascun ente e realtà di volontariato è possibile andare incontro alle necessità di chi si rivolge a noi.

Spesso le persone che vivono la condizione della strada hanno perso la loro “rete” di sostegno e reinserirle in questa logica di “rete” è il primo passo per aiutarle.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, i diversi laboratori che abbiamo realizzato in questi anni – poesia, teatro, candele, fotografia, arte e disegno, scrittura creativa – ci raccontano della bellezza di lavorare insieme, ospiti e volontari sullo stesso piano, per far emergere quella dimensione profonda e intima del mondo interiore che abita ciascuno di noi.

Grazie allora a tutte le realtà che si impegnano per stare accanto a chi è nel bisogno, a chi ogni giorno le sostiene e ai nostri volontari e operatori che ci aiutano nella quotidianità del nostro Centro.

Mi verrebbe da dire che… insieme SI PUÒ FARE!

Concludo con un breve scritto di Padre Joseph Wresinski che, secondo me, sintetizza e puntualizza il nostro operare al Centro Sant’Antonio e quello delle diverse associazioni che collaborano con noi:

«…essere sicuri che il miracolo alla fine ci sarà, che ai giorni della tensione, della collera, della violenza, seguiranno i giorni della comprensione, della condivisione dell’affetto. Esserne certi perché sono uomini. Questo significa lottare contro la miseria. Sentirsi lacerati delle loro lacerazioni, feriti delle loro ferite, confusi della loro confusione, sperando attraverso la loro speranza, amando attraverso il loro amore, pregando attraverso la loro preghiera, per fronteggiare insieme l’infelicità. Questo significa distruggere la miseria, portare la carità verso ogni uomo.» Joseph Wresinski

Fra Luca

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